1 marzo 2012

ITALIAN BIKE MESSENGER SULLA GAZZA DI MODENA


Italian Bike Messenger, ovvero il corriere espresso che si muove solo in bicicletta. Arriva anche a Modena grazie alla storia di tre ragazzi precari che hanno deciso di investire su un’idea originale per il loro futuro.

Luca Ricchetti, Federico Totaro e Andrea Ferrari hanno costituito una società per un servizio apparentemente semplice: recapitare in giornata documenti o pacchi all’interno del comune di Modena con servizio di presa e consegna utilizzando soltanto la bicicletta. Le tariffe? Solo 4 euro.
«Di fatto - spiegano i ragazzi - proponiamo qualcosa di decisamente innovativo pur non essendo la prima esperienza in Italia. Abbiamo puntato tutto su tre punti fondamentali: sicurezza, rapidità e rispetto dell’ambiente. Quest’ultimo aspetto è più facile e immediato: l’utilizzo della bicicletta permette la consegna senza limitazioni di zona a traffico limitato, ingorghi e soprattutto senza inquinare, ma rispettando al massimo la natura. Sulla rapidità abbiamo optato per un’unica e principale garanzia: la consegna entro le 18 del giorno stesso. E anche l’aspetto sicurezza non è trascurabile: utilizziamo le migliori tecnologie per proteggere documenti e merci».
I pacchi devono avere un peso non superiore ai dieci chilogrammi, dimensioni massime di 40x65x15 e saranno trasportati all’interno di uno zaino appositamente studiato per questo tipo di attività. Insomma, nulla è lasciato al caso: «Se qualcuno ha un’urgenza non c’è problema e possiamo garantire anche consegne entro 90 minuti (8 euro) e un’ora (12 euro). Abbiamo anche dei carnet da 10, 25 e 50 corse per abbassare il prezzo della singola uscita. Insomma, siamo un corriere vero e proprio e cominciamo a farci conoscere ».
Così sono arrivati i primi clienti, grazie ad amicizie, conoscenze e primi riscontri positivi al prodotto che i tre ragazzi offrono (italianbikemessenger@gmail.com, 3889703707): «Professionisti, aziende, enti, tutti coloro che hanno una fitta corrispondenza di documenti potrebbero risparmiare parecchi soldi e soprattutto fare un bel servizio all’ambiente».
Tralasciando per un attimo la parte commerciale, il bello della storia è altro. Uno perito tecnico, l’altro laureato in economia, un altro ex tecnico di sala operatoria, tutti precari e tutti decisi a rimettersi in gioco, questa volta per loro stessi, con coraggio ma senza sorprese contrattuali: «La nostra strategia è chiara. Vogliamo fare dello stile green una necessità e un dovere civico. Così daremo anche la possibilità a chi redige il bilancio sociale di inserire una voce aggiuntiva che comunica la scelta ecosostenibile dell’azienda, offrendo anche la possibilità di sgravi fiscali per chi utilizzano il servizio. In questo particolare momento - continuano - non potevano non metterci in gioco e starcene con le mani in mano. Ci siamo guardati in faccia e siamo partiti dal nostro comune denominatore, amicizia a parte, ovvero la bicicletta. Da lì è nato tutto. Abbiamo studiato i modelli che già esistono ad esempio a Bologna e Reggio Emilia e abbiamo cercato di adattare l’offerta alla nostra città. Modena, con una vocazione per le due ruote così spiccata, non poteva non offrire questo servizio: la cultura dell’impresa, associata alla creatività, può fornire un modello per la creazione e lo sviluppo del lavoro e della professionalità dei giovani. Ora, oltre a lavorare, aspettiamo che qualcuno ci sostenga».
Davide Berti

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